Danilo Seclì, un top dj che si sente un esordiente

Nella foto Danilo Seclì
Nella foto Danilo Seclì
Lorenzo Tiezzi ha fatto quattro chiacchiere con Danilo Seclì, dj resident del Samsara Beach di Gallipoli, creatore del progetto Salento Calls Italy e ormai da tempo protagonista della scena italiana in ambito dance & dintorni. Ecco come si definisce. “Sono un trentacinquenne che si divertente con la musica, amo la radio e fare il dj in giro… Suonare nei locali mi carica di energia positiva che poi cerco di incanalare nelle mie produzioni o nelle produzioni che realizzo per vari artisti. Mi piace contaminare la mia vita non solo la musica. Mi sento sempre e in continua start up, credo faccia parte della nostra era e in tutti i settori”. 
Che stai combinando in questo periodo? 
Oggi sono occupato a produrre una nuova cantante si chiama Milena in arte Anelym. Ha la giusta voce per il mio gusto musicale, spero di avere buoni risultati con lei. Sto poi preparando preparando nuove produzioni e alcuni featuring con artisti della mia Label Push Beat.
Come vedi il 2018 dal punto di vista musicale?
Sicuramente l’influenza black e la musica latina ancora hanno tanto da dire. Tra i giovanissimi c’è tanta confusione, sia di generi sia di stili… però anche i nostri padri, persone di 70 o 80 anni, quando ascoltano oggi la ‘nostra musica’, quella che piace a me e ai miei coetanei…  esprimono lo stesso giudizio. Credo che ogni età abbia la sua musica, almeno in generale. Poi non mancano, per fortuna, le eccezioni.
Dormi bene? 
Dopo le serate anche io mi rilasso con Netflix, ho un po’ di anni di serie arretrate da recuperare. Si può fare il dj e vivere una vita tutto sommato normale. Il mio nido esiste ed esisterà sempre, serve sempre avere delle basi solide su cui bisogna atterrare.
Chi è che decide quando un dj diventa una star?
Se sei star lo decide la gente. Vacchi è una nuova “star”. Lo è diventato perché ha fatto qualcosa, qualcosa che è anche divertente, per arrivare alla gente. Ricco era e ricco rimane, poteva anche non arrivare al grande pubblico, invece…
Cosa consiglieresti ad un giovane talento? 
Credo che per i giovani talenti che hanno da dire qualcosa di nuovo. Credo ci sia sempre spazio per emergere. Noto però tanta impazienza. A volte invece serve aspettare i momenti giusti. Guarda me: ho 35 anni e sono eternamente agli inizi. Bisogna continuare a crederci e avere tanta pazienza ma sopratutto cercare sempre di inventare e reinventarsi. E’ la cosa più difficile.
I ragazzi in discoteca ballano ancora? 
Dipende dal genere di club, regione e nazione. È vero siamo globalizzati, ma alcuni movimenti musicali e culturali non arrivano a tutti nello stesso tempo, quindi da dj devo dire che bisogna essere sempre più psicologi della pista per fare un party ben riuscito. Di conseguenza nelle diverse piste abbiamo tante opinioni diverse. Con i pezzi giusti la gente si diverte sempre.
Cosa fai nei viaggi tra un dj set e l’altro?
Internet mi aiuta tanto. Realizzo video e foto e amo rendere partecipe chi mi segue sui social di ciò che faccio…  Spesso faccio le ormai famose storie su Instagram dove ormai tutti gli internauti si sono concentrati.