Capodanno in piazza…e i locali da ballo restano vuoti

Capodanno in piazza (foto presa da Google)
Capodanno in piazza (foto presa da Google)

Festeggiare il Capodanno in piazza, ormai negli ultimi anni in Italia è diventato tradizione. I Comuni, dalla metropoli al paesino di provincia, organizzano concertoni che iniziano verso le 22 e vanno avanti ben oltre la mezzanotte.

Megafeste che attirano gran parte della popolazione, invogliata a partecipare non solo dalla ricorrenza speciale. Ma il pubblico è attratto anche, e soprattutto, dall’assenza di un biglietto d’ingresso e dai nomi di spicco degli ospiti invitati a salire sui palchi allestiti nelle piazze delle diverse città. Iniziative che i sindaci riescono a realizzare anche grazie all’apporto degli sponsor, che hanno tutti i vantaggi di investire soldi in eventi che gli assicurano un buon ritorno d’immagine. Mentre per i primi cittadini è una questione di consenso politico.

Capodanno in piazza, i gestori preferiscono chiudere i locali

Visto dalla parte dei cittadini il Capodanno in piazza è una bellissima iniziativa, ma c’è anche chi ne è penalizzato. Infatti, i gestori dei locali da ballo reclamano in quell’occasione una sorta di concorrenza sleale.

«Io sono anni che la notte di Capodanno resto chiuso – confessa un gestore napoletano, che vuole restare anonimo –. Il personale e gli artisti mi costerebbero il triplo e dovrei mettere un biglietto d’ingresso esoso, che la gente non pagherebbe». Il problema è che tra il megaevento gratuito organizzato in piazza e la serata proposta dal locale a un costo che oscilla tra i 50 e i 100 euro non c’è partita. È chiaro che i ragazzi che quella notte vogliono solo ballare, brindare e divertirsi sceglieranno in larga maggioranza di affollare la piazza.

«L’alternativa sarebbe quella di tenere il prezzo del biglietto basso, ma a quel punto finirei per perderci – spiega ancora il gestore –. Perciò preferisco restare chiuso e rinunciare a organizzare qualsiasi cosa».

Una possibile soluzione

Eppure una possibile soluzione che accontenterebbe tutti ci sarebbe. Basterebbe far terminare prima i festeggiamenti in piazza. Dopo il brindisi di mezzanotte, gli auguri e i fuochi d’artificio, sul palco allestito dal Comune dovrebbe calare il silenzio. A quel punto le persone potrebbero spostarsi dalla piazza ai locali. Questo già succede in alcune città, proprio per non danneggiare chi gestisce attività ricreative, che proprio in quella notte conta di fare buoni affari. Al contrario, molto spesso, dopo il fatidico countdown, le piazze diventano delle megadiscoteche all’aperto. Una scelta che non solo va a discapito dei locali, ma che nuoce anche al decoro e alla quiete pubblica.