Luca Guerrieri: la passione per la musica è tutto

 

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il dj producer toscano Luca Guerrieri in occasione di un suo bel dj set house e dintorni (moltissimi i dintorni) a Milano per un party legato a MINI e Meet Music. Location top, luogo e auto che piacciono alla gente che piace (ok era uno slogan della Lancia Ypsilon ma va bene) e un bel po’ di energia. Luca è come sempre al lavoro su tanti progetti, con energia da vendere.

Il 4 ottobre invece Luca Guerrieri è in console al The Class di Viterbo. Il top dj toscano dopo l’album “It Never Ends” sta lavorando a tanti nuovi progetti e portando avanti il suo studio di registrazione… Intanto, il 27 settembre esce il remix di Sfefano Fontana di “Colony, uno dei brani di un disco che racchiude il percorso musicale di una vita. “Lo studio, il Double Vision Studio a Follonica, ha così tanto successo che da anni non riusciamo a mettere online il sito ufficiale”, racconta ridendo. “Non c’è spazio solo per chi fa il dj, anzi direi che c’è proprio molto spazio per chi sa produrre musica di qualità e aiutare a realizzare le idee altrui”.

Meet Music, la bella manifestazione estiva in Maremma dedicata alla musica elettronica è stata, per chi ha solo partecipato, un’esperienza rilassante…

Ecco rilassante è uno degli aggettivi che è mai e poi mai userei per quel che mi riguarda! E’ stato decisamente stressante per me, soprattutto quest’anno. Ma già adesso molto volentieri dico che Meet Music anche per l’estate 2020 tornerà. Con alcuni cambiamenti: sarà di 2 giorni e non di 3, ad esempio. Ma l’esperienza continua e sarà sempre più emozionante e funzionale. Intanto sono davvero contento di dove siamo arrivati. Un party come questo, a Milano, in partnership con MINI è un punto d’arrivo importantissimo. Ci sono alcune cose da cambiare, come è ovvio che sia, ma le soddisfazioni ci sono state e ci saranno.

Meet Music nasce per aiutare chi lavora con la notte o la musica a connettersi, ma qualcuno “il messaggio” ancora non l’ha mica capito

Purtroppo no. Non è una vetrina per mostrare al mondo quanto si è fighi e bravi, ma serve soprattutto a creare connessioni e ‘passare’ le proprie esperienze ai più giovani. Meet Music porta in Maremma, a Follonica, persone che a Follonica non verrebbero mai, ad esempio. Ma c’è chi non vuol vedere tutto questo e vuol ‘denunciare’ chissà che. Non importa, la strada è chiara e andiamo avanti.

Come è andata la tua estate per quel che riguarda le serate?

Ovunque ho avuto occasione di suonare ho trovato belle situazioni e gente che ha voglia di divertirsi. Non è poco, anche perché non è certo un periodo facile per il clubbing. Quasi tutti i locali fanno una fatica enorme a mantenere gli standard di qualche anno fa… la mia paura è che qualcuno si stanchi. Dieci anni fa all’inizio dell’estate si parlava di programmare l’inverno successivo, oggi
non è più così, si naviga a vista…

Il mondo della produzione musicale invece come lo vedi?

Decisamente bene! Infatti quasi tutti i produttori hanno la loro label e non devono più aspettare i filtri di grandi e piccole etichette per poter pubblicare ciò che vogliono. E’ un sollievo morale e anche economico, perché poi se per caso le cose vanno bene i guadagni restano soprattutto a chi quella musica l’ha fatta. Troppe etichette negli ultimi tempi semplicemente non facevano il loro lavoro chiedendo addirittura soldi a chi voleva stampare musica su una label. Con la mia Claps, ad esempio, in tanti anni mai e poi mai abbiamo fatto pagare il mastering a un artista e invece spesso si fa…

Il dj producer è passato di moda è ora c’è il dj influencer?

Si certo, è vero… ma sta tornando anche una cosa bellissima. Ovvero oggi c’è un sacco di gente che fa musica per passione. Se posso una persona così la aiuto molto volentieri. Cento volte di più di un dj che vuole una ghost produzione per fare un post su Facebook o su Instagram. Ci vuole passione. Se poi per miracolo accade qualcosa meglio, ma il punto non è quello. Mai.