Lemme si offre di scrivere i testi nello spettacolo di Pingitore:”Apprezzo la volontà ma non mi ha saputo imitare”

alberico lemme. Nella foto Alberico Lemme
Nella foto Alberico Lemme
 

Imitazione Lemme

Imitazione Lemme:Apprezzo lo sforzo e la volontà ma non posso di certo dire che l’imitazione che mi hanno fatto è il top… anzi…”

Queste sono le prime parole che Alberico Lemme utilizza per commentare l’imitazione che gli è stata fatta da Mario Zamma nello spettacolo teatrale Gran Follìa al Salone Margherita di Roma.

“Ha utilizzato parole e termini che io non utilizzo – continua Lemme – non mi riconosco nel personaggio anche se come ho appena detto, apprezzo il gesto, e proprio perchè apprezzo – continua Lemme – invito Zamma e Pingitore a chiamarmi e gli do una mano io, gli scrivo io i testi,  sono disposto a mettere la mia genialità a loro disposizione, la mia è una missione… cambiare il mondo, sono al servizio dell’umanità”.

L’annuncio shock di Lemme

“L’attrice invece, molto stranamente andava bene – conclude Lemme – e ci tengo a dire che mi sono meravigliato perchè comunque stiamo parlando di una femmina, quindi testa di donna. Per ritornare all’imitazione, ci tengo a sottolineare che non  ha utilizzato i miei cavalli di battaglia come “Testa di Donna”, “Io cambierò il Mondo”, “Vi ho azzerati tutti” etc… non voglio dire che non è bravo, è un ottimo attore, forse si è sentito in soggezione ad imitare me, “genio e socio di Dio”, ma gli do la mia benedizione, anzi, farò di più, gli lascio il mio numero, può chiamarmi al 338/2526874, sarò lieto di fargli da autore, metterò la mia genialità a sua disposizione gratuitamente poichè la mia è una missione, attivare il risveglio delle coscienze”.

Genio e sregolatezza o pura follìa quella di Alberico Lemme che, raggiunto telefonicamente stamattina dai nostri cronisti si è reso disponibile per scrivere i testi a Mario Zamma per la sua imitazione ma non solo, ci ha detto che dà la sua disponibilità e mette a disposizione la sua “genialità” per tutto lo spettacolo, poichè, secondo lui, qualsiasi cosa tocca diventa perfezione.