Luca Carrara: MyWay al Bobadilla e il futuro dei locali

Discoteche.it | Luca Carrara
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Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Luca Carrara, uno dei più noti organizzatori di Bergamo & dintorni. In passato ha collaborato tra gli altri con Capogiro e Setai, oggi ha creato tra gli altri il Caffé dei Giardini a Dalmine (BG), uno spazio soprattutto diurno. Riassumendo, Luca da sempre sa come far divertire chi ha voglia di rilassarsi un po’… A partire dal 27 settembre collaborerà con DV Connection e Damiano Vassalli per il nuovo venerdì del Bobadilla di Dalmine, MyWay, un party che inizia all’ora di cena e continua fino a tarda notte mettendo insieme cibo d’eccellenza e intrattenimento e dj set. A differenza di troppi addetti ai lavori della ‘vecchia scuola’, Luca non guarda solo al passato.

Come vedi la situazione di bar, ristoranti e locali in genere?

“E’ un momento di grande crescita per tutto il comparto del ‘fuori casa’, ovvero soprattutto bar, ristoranti e luoghi in cui ‘mangiare fuori’. Gli italiani sembrano gradire sempre consumare cibo non a casa. Dal 2007 al 2017, ultimo anno censito da un studio che ho letto, è aumentato del 20% il consumo di cibo fuori casa e di conseguenza si pranza e cena a casa sempre di meno. Il settore ‘food fuori casa’ fattura ormai 90 miliardi. Il settore dell’intrattenimento serale e notturno deve tenere conto di tutto questo”.

In effetti, a ben guardare, i dinner show oggi funzionano proprio perché mettono insieme intrattenimento, buon cibo e ballo…

MyWay, al Bobadilla sarà proprio così… A parole è facile, ma non è certo semplice mettere insieme tutte le varie componenti di una serata di questo tipo. Partendo dall’intrattenimento, i nostri ospiti non saranno ‘passivi’ a godersi uno show magari bellissimo ma poco coinvolgente. Potranno, se lo vorranno, essere protagonisti. Per quel che riguarda il cibo, poi, Bobadilla è una sicurezza: è una vero ristorante e lo staff da sempre si occupa anche di catering per eventi di alto livello. Un party di questo tipo è dedicato al pubblico ‘adulto’ ma non solo. Il bello è che si può anche arrivare dopo cena e divertirsi già da subito, andando a casa abbastanza presto dopo aver ballato”.

La discoteca ‘tradizionale’ è in crisi anche per gli orari, perché si fa troppo tardi?

“Difficile dirlo. Le grandi discoteche sono in calo, soprattutto in Italia. E bisogna tener conto dei costi. Chi esce prima a cena e va anche solo a mangiare una pizza e poi va a ballare non può che spendere una cifra ormai piuttosto alta. In un locale come il Boba invece il divertimento inizia subito, già a cena e il prezzo alla fine risulta più contenuto anche se il cibo non è certo quello della solita pizzeria. Ovviamente chi ha poi voglia di regalarsi una bottiglia particolare e/o stare al centro della scena trova una cantina all’altezza della situazione”.

E’ un periodo davvero particolare anche la musica, non ci sono tendenze ben definite…

“E’ vero. Spesso oggi il sound varia da locale a locale. Noi puntiamo sulla ‘happy music di nuova generazione’ di Riky Paldi, che a Bergamo ormai è molto conosciuto e affermato. Ritmo divertente e vario, melodie e un mix che sappia coinvolgere tutti o quasi gli ospiti del club”.

Un tempo i dj guest sembravano i re della serata, oggi sembra contare più lo staff di tutti gli organizzatori, dai camerieri ai PR ai barman…

“Non è certo un cambiamento negativo se conta di più il collettivo e meno le ‘star’… Va detto, il mondo dei locali negli ultimi dieci anni è cambiato moltissimo e certi numeri non ci sono più. Ma questo non vuol dire che non sia possibile avere successo. Faccio un paragone calcistico: se qualche anno fa era possibile avere successo essendo Maradona, ovvero puro genio, oggi anche nel settore dei locali non si può far altro che ispirarsi a Cristiano Ronaldo, uno che al talento unisce costante allenamento, anzi una cura maniacale di tutto ciò che fa la professione del calciatore”.

Quanto conta aggiornarsi per essere un organizzatore di successo?

“Credo sia fondamentale. Oggi anche chi vende abbigliamento lo fa sopratutto online e guardare al passato con malinconia non serve. ‘O stai al passo o stai dietro’, dico spesso a chi lavora con me. Bisogna sempre sapere cosa succede nel mondo dell’intrattenimento per interpretare le tendenze. Oggi le persone vogliono sentirsi protagoniste ed il nostro lavoro deve essere quello di regalare loro la possibilità di farlo. MyWay nasce appunto per essere una serata dedicata al pubblico, per regalare una serata spensierata a tutti, dalla cena a tarda notte”.